Castello di Boffalora

Castello di Boffalora

L'intervento che si è andati ad eseguire è consistito nella conservazione e recupero della copertura del castello di Boffalora, situato ad Agazzano (PC), sul versante di una delle prime colline che fanno da “quinta” alla pianura piacentina, a circa 300 metri di altitudine. La pianta presenta un impianto planimetrico quadrangolare, definito da quattro corpi di fabbrica raccolti attorno ad un cortile centrale rettangolare che consente di inscrivere il fortilizio nell’ambito della tipologia tipicamente medievale del “castello-residenza”. Per anni disabitato, il castello ha subito un rapido e profondo processo di degrado, che rischiava di danneggiare in modo irreparabile e totale quest’importante testimonianza architettonica e artistica. Di qui la necessità urgente d’intervenire con un progetto di conservazione e riuso globale che, coinvolgendo tutto l’edificio, non andasse solo ad arginare in modo temporaneo i problemi contingenti con soluzioni fini a se stesse, ma riportasse in vita il castello così come lo era stato in passato

Le travi principali della copertura, presentavano segni evidenti di ammaloramento, e l'orditura secondaria, i travetti, non si presentava in perfetto stato di conservazione. Si potevano infatti osservare numerose sostituzioni e numerosi inserimenti di elementi estranei alla struttura originaria della copertura. Era invece totalmente assente un assito di appoggio per i coppi, sostenuti solamente da delle cantinelle di ridottissime dimensioni. Sulla copertura non era infine presente, alcuna protezione aggiuntiva all'acqua, quali guaina o strato sottocoppo. A causa delle nevicate verificatesi nel periodo precedente ai lavori, la struttura, già in pessimo stato di conservazione per effetto delle ripetute infiltrazioni d'acqua, aveva subito numerose cedute con crolli importanti, rendendo necessario un immediato intervento. La copertura si presentava quindi in pessime condizioni, evidenziate da un degrado sia delle travi principali dell'orditura, che della struttura secondaria che di quella sotto coppo. In sintesi la copertura presentava fenditure da ritiro, fessurazioni longitudinali, fratturazioni, deformazioni, rotture e deposito superficiale, il tutto evidenziato da indagini visive e diagnostiche che rappresentano la prima fase d'intervento del progetto di conservazione. La seconda fase consiste nelle effettive operazioni di sostituzione di tutti quegli elementi della copertura in evidente stato di danneggiamento. A seguito delle indagini e del puntellamento, operazioni necessarie per la messa in sicurezza della struttura, si è andati a smantellare la copertura esistente, rimpiazzata da una copertura provvisoria per proteggere gli interni durante le operazioni di indagine sulle travi di copertura, mirate a individuare le travi da sostituire e quelle da recuperare. Per rendere più sicura la struttura sono state installate catene metalliche sulla muratura e, per via della presenza di troppe travi ammalorate, al momento del rifacimento della copertura si è andati a inserire una notevole quantità di elementi nuovi. Per consentire un adeguata protezione dall'acqua sono stati creati un tavolato in abete sopra la struttura secondaria, uno strato di isolamento termico e un manto di copertura in coppi e lattoneria. Infine è stato eseguito un intervento di conservazione sulle facciate esterne per la rimozione di eventuali rappezzi cementizi, rifacimento parziale di intonaci e stesura di una velatura a calce sui prospetti esterni.